La Rievocazione storica …secondo noi …

Far rivivere la Storia,

non è solo un vezzo per indossare costumi o fare folklore. E’ una maniera scientifica per ricreare sperimentalmente il passato e far progredire le nostre conoscenze su di esso. Ma anche un business che perfino in tempi di crisi conosce flessioni minime e che è indicato dalle istituzioni europee come il futuro dell’industria del turismo. 

Potersi trovare di fronte ad un cavaliere medievale, ad un volontario risorgimentale, ad un soldato della I o della II Guerra mondiale alle prese con le sue mansioni quotidiane, e nel nostro caso la ricostruzione delle tecniche di combattimento secondo il codice di scrima più antico del mondo , ovvero il manoscritto i-33, specialmente se inserito in un  adeguato contesto ambientale, o in un evento storico documentato , rappresenta sicuramente un’esperienza che da sola stimola chiunque a riprendere in mano un libro, a ritornare sulle proprie convinzioni, a rimettere parzialmente in discussione la propria conoscenza. 

Fare Rievocazione Storica significa, quindi, proporre al pubblico in modo fondato e credibile: avvenimenti, personaggi, mestieri artigianali, rituali civici (ad esempio i Palii) del proprio passato.

Se poi il tutto si contestualizza nell’ambito della ricostruzione il più fedele possibile , di gesta , battaglie, assedi  o eventi realmente e storicamente documentati , il tutto supportato da tecniche di combattimento e strumenti fedelmente ricostruiti su base documentale , allora  si può parlare di rievocazione come strumento di cultura .

Pertanto, la Rievocazione Storica non può prescindere da una fase preliminare di studio, ricerca, approfondimento, sperimentazione pratica e/o apprendimento.

Metodologia fondamentale per la fase di studio che deve precedere la realizzazione di qualsivoglia Rievocazione Storica è la corretta lettura e interpretazione delle testimonianze relative al fenomeno storico per il quale si intende allestire l’iniziativa:

a) fonti primarie di ogni tipo (archivistiche, ambientali, iconografiche, orali, ecc.)

b) fonti indirette (testi di storia generale, libri e ricerche di storia locale, ecc.).

Per una più corretta ed esaustiva lettura delle fonti, specie di quelle più antiche, si rende spesso necessario il supporto di uno studioso qualificato (citiamo ad esempio il Docente Universitario in Paleografia).

Guarcino 2018 Enrico VI incontra Costanza d Altavilla durante la disfida del Malpensa ricostruzione del 1186

Ecco quindi un altro esempio di come l’attività rievocativa non possa fare a meno di un costante contatto con il mondo accademico e museale, con il quale poter instaurare una collaborazione bilaterale incentrata sullo scambio di informazioni ed esperienze.